Soluzioni · Ambienti a rischio (ATEX)
Progettiamo e realizziamo la rete radio che copre le aree a rischio di esplosione, e forniamo i terminali certificati ATEX.
Forniamo terminali portatili, veicolari e Push-to-Talk su rete cellulare nei modelli che il costruttore dichiara certificati ATEX. Progettiamo la copertura DMR, TETRA e VHF/UHF delle aree classificate: studio di radio copertura, apparati e antenne installati fuori dall’area, programmazione dei terminali, prove di comunicazione sul campo e manutenzione.

Negli impianti di processo, nei depositi di carburante e negli stabilimenti chimici alcune aree sono classificate dal gestore, perché al loro interno può formarsi un’atmosfera esplosiva. Lì si possono impiegare solo apparecchiature certificate: una radio di uso comune, una batteria non idonea o un auricolare sostituito con un modello qualunque diventano una sorgente di innesco. Ma il problema non è solo il terminale: se la copertura non arriva nel parco serbatoi o nei cunicoli di servizio, la chiamata di emergenza non parte proprio dove il rischio è più alto.
La certificazione ATEX è rilasciata dal costruttore dell’apparato: come rivenditore autorizzato Motorola Solutions, Hytera e Kenwood scegliamo insieme al cliente i modelli certificati per le aree indicate e li programmiamo con i canali dell’impianto. In parallelo progettiamo la rete radio che deve raggiungerle: studio di copertura, prove di comunicazione nei punti in cui lavorano le squadre, sistemi DAS e cavo radiante dove il segnale dall’esterno non arriva. Dove le condizioni lo consentono, stazioni radio base e antenne restano fuori dall’area classificata.

Cosa rende difficile comunicare in un’area classificata.
I quattro punti che affrontiamo su ogni impianto, prima ancora di scegliere i terminali.
La zona decide l’apparato
Un’area classificata Zona 1 e una classificata Zona 2 non ammettono gli stessi apparati: la zona dipende da quanto a lungo può essere presente l’atmosfera esplosiva, e a ogni zona corrisponde una categoria di apparecchiatura. La classificazione la stabilisce il gestore nel documento di protezione contro le esplosioni: la scelta dei terminali parte da lì, non dal catalogo.
Apparati ammessi in area
Nelle aree classificate il gestore dell’impianto ammette solo apparecchiature certificate per l’uso in atmosfera esplosiva. La regola vale anche per gli accessori: una batteria o un auricolare sostituiti con un modello qualunque fanno decadere l’idoneità dell’apparato.
Copertura dentro l’area classificata
Serbatoi, tubazioni ed edifici di processo schermano il segnale e creano zone d’ombra proprio dove la squadra sta lavorando. La copertura va studiata sull’impianto reale, perché in genere le antenne restano fuori dall’area classificata e il segnale deve entrare dall’esterno.
Batterie, ricambi e riparazioni
Un terminale impiegato in area classificata resta idoneo solo se batterie, accessori e ricambi sono quelli dichiarati dal costruttore. Le riparazioni passano dal canale del costruttore e ogni sostituzione viene annotata sul registro degli apparati.
Dove stanno gli apparati e dove arriva la copertura.
La stazione radio base e le antenne restano fuori dall’area classificata: il segnale entra dall’esterno e raggiunge i terminali certificati in uso alle squadre.
- Area classificata
- Il perimetro tratteggiato delimita l’area classificata dal gestore dell’impianto. Al suo interno si possono impiegare solo apparecchiature certificate per l’uso in atmosfera esplosiva.
- Apparati certificati ATEX
- I terminali portatili, veicolari e Push-to-Talk su rete cellulare in uso alle squadre. La certificazione è rilasciata dal costruttore dell’apparato: noi scegliamo i modelli idonei, li programmiamo e ne curiamo la manutenzione.
- Copertura radio
- L’area tinta è la copertura della rete radio. Le antenne restano fuori dall’area classificata e il segnale entra dall’esterno.
- Locale tecnico e sala operativa
- La stazione radio base è installata nel locale tecnico, fuori dall’area classificata, ed è collegata alla sala operativa da cui gli operatori seguono le chiamate delle squadre.
Le zone ATEX.
La classificazione dipende da quanto a lungo può essere presente l’atmosfera esplosiva, e a ogni zona corrisponde una categoria di apparecchiatura ammessa. A classificare le aree è il gestore dell’impianto, nel documento di protezione contro le esplosioni.
Zona 0 · gas, vapori e nebbie
L’atmosfera esplosiva è presente in modo continuo o per lunghi periodi. È la classificazione più severa e ammette la sola categoria di apparecchiature prevista per questa zona.
Zona 1 · gas, vapori e nebbie
L’atmosfera esplosiva può formarsi occasionalmente durante il normale funzionamento. È la zona in cui rientrano più spesso le aree in cui le squadre lavorano con la radio in mano.
Zona 2 · gas, vapori e nebbie
L’atmosfera esplosiva è improbabile durante il normale funzionamento e, se si verifica, dura poco. Ammette apparecchiature di categoria diversa da quelle richieste in Zona 1.
Zona 20 · polveri combustibili
La nube di polvere combustibile è presente in modo continuo o per lunghi periodi. Corrisponde alla Zona 0 dei gas ed è tipica dell’interno di silos e sistemi di trasporto chiusi.
Zona 21 · polveri combustibili
La nube di polvere può formarsi occasionalmente durante il normale funzionamento. Corrisponde alla Zona 1 dei gas: aree di carico e scarico, punti di travaso, zone di insacco.
Zona 22 · polveri combustibili
La nube di polvere è improbabile durante il normale funzionamento e, se si verifica, dura poco. Corrisponde alla Zona 2 dei gas ed è la classificazione più diffusa nei reparti di produzione.
Cosa comprende una soluzione radio per le aree classificate.
Le attività che svolgiamo su ogni impianto, dall’analisi delle aree insieme al cliente alla manutenzione degli apparati.
Analisi delle aree insieme al cliente
- Ricognizione dell’impianto con il responsabile della sicurezza e con il servizio di manutenzione
- Raccolta della documentazione di classificazione delle aree, che resta in capo al gestore dell’impianto
- Individuazione dei percorsi delle squadre e dei punti in cui devono poter comunicare
- Elenco dei requisiti che l’impianto impone agli apparati e agli accessori ammessi in area
- Individuazione delle zone in cui il segnale radio deve arrivare dall’esterno
Scelta dei terminali e degli accessori
- Terminali portatili e veicolari DMR, TETRA e VHF/UHF scelti tra i modelli che il costruttore dichiara certificati ATEX
- Terminali Push-to-Talk su rete cellulare nelle versioni certificate ATEX, per le squadre che escono dalla copertura della rete radio dell’impianto
- Accessori dichiarati compatibili dal costruttore: microfoni-altoparlante, auricolari, batterie e caricabatterie
- Verifica della documentazione del costruttore per ogni apparato prima della consegna
- Confronto tra DMR e TETRA in base all’estensione dell’impianto, al numero di squadre e ai servizi richiesti
Studio della copertura dell’impianto
- Studio di radio copertura sull’area dell’impianto, con il calcolo dei livelli di segnale zona per zona
- Individuazione delle zone d’ombra create da serbatoi, tubazioni, strutture metalliche ed edifici di processo
- Misure sul campo e prove di comunicazione nei punti in cui lavorano le squadre
- Scelta della banda e della tecnologia radio in base agli ostacoli presenti sull’impianto
- Mappe di copertura, bilancio dei collegamenti e proposta degli apparati da installare
Stazioni radio, antenne e distribuzione del segnale
- Stazioni radio base e ripetitori installati nel locale tecnico o nello shelter tecnico, fuori dall’area classificata
- Antenne su pali e tralicci nelle aree limitrofe, orientate verso le zone da coprire
- Sistemi DAS con antenne distribuite negli edifici e nei locali dove il segnale dall’esterno non arriva
- Cavo radiante nei cunicoli e nelle gallerie di servizio, dove le antenne non danno copertura
- Quadri di alimentazione, gruppi di continuità, scaricatori di sovratensione e messa a terra degli apparati e dei sostegni delle antenne
Integrazione con la rete radio e la sala operativa
- Inserimento dei terminali certificati nella rete radio già in servizio, senza sostituire l’infrastruttura esistente
- Programmazione dei canali, dei gruppi di chiamata e dei profili utente per esercizio, manutenzione, sicurezza e antincendio
- Console Respondr in sala operativa, con le reti DMR, TETRA e VHF/UHF e le comunicazioni Push-to-Talk su rete cellulare riunite in un’unica interfaccia
- Localizzazione GPS delle squadre sulla mappa della sala operativa e registrazione di tutti i canali in servizio
- Stato degli apparati radio raccolto in Track-TP e reso disponibile ai sistemi di supervisione dell’impianto con SNMP, contatti relè e API
Procedure operative e chiamate di emergenza
- Piano dei gruppi di chiamata per le squadre che entrano ed escono dalle aree classificate
- Tasto di emergenza dei terminali configurato per raggiungere direttamente la sala operativa
- Funzione uomo a terra sui terminali che la prevedono, attivata insieme al responsabile della sicurezza
- Prove delle procedure di emergenza con il personale della sala operativa e con le squadre
- Registrazione delle comunicazioni, con data, ora e canale di ogni chiamata
Formazione del personale
- Corsi per gli operatori di sala operativa sull’uso della console e sulle procedure di chiamata
- Formazione delle squadre sull’uso dei terminali, degli accessori e del tasto di emergenza
- Regole d’uso degli apparati in area classificata, concordate con il responsabile della sicurezza dell’impianto
- Manuali d’uso e schede operative consegnate insieme agli apparati
- Affiancamento delle squadre nelle prime settimane di esercizio
Manutenzione, ricambi e riparazioni
- Contratto di manutenzione con visite programmate sugli apparati radio, sulle antenne e sulle linee
- Sostituzione di batterie, accessori e ricambi solo con i modelli dichiarati dal costruttore
- Riparazioni affidate al canale del costruttore, per non alterare le condizioni con cui l’apparato è stato certificato
- Registro degli apparati con matricola, posizione e versione firmware, aggiornato a ogni intervento
- Verifica periodica di terminali, accessori e antenne insieme al servizio di manutenzione del cliente
Domande frequenti.
Le domande che ci arrivano più spesso su questo tipo di impianto.
Che differenza c’è fra Zona 1 e Zona 2?
La classificazione dipende da quanto spesso può essere presente un’atmosfera esplosiva. In Zona 1 è probabile che si formi occasionalmente durante il normale funzionamento; in Zona 2 è improbabile e, se accade, dura poco. Per le polveri combustibili le zone corrispondenti sono la 21 e la 22. A ogni zona corrisponde una categoria di apparecchiatura ammessa. La classificazione delle aree la stabilisce il gestore dell’impianto nel documento di protezione contro le esplosioni: è da quel documento che partiamo per scegliere insieme al cliente i modelli che il costruttore dichiara idonei.
Una radio certificata ATEX si può usare anche fuori dall’area classificata?
Sì. Un terminale che il costruttore dichiara certificato per l’uso in atmosfera esplosiva resta a tutti gli effetti una radio professionale: lavora sugli stessi canali e sugli stessi gruppi di chiamata del resto del parco radio, quindi la squadra non deve cambiare apparato quando esce dall’area. Il vincolo vale nel verso opposto, perché un terminale di uso comune non può entrare in area classificata. Per questo conviene assegnare un apparato certificato a tutto il personale che entra ed esce dalle zone a rischio, invece di far scambiare i terminali all’ingresso.
Quanto costa un terminale certificato ATEX rispetto a un modello standard?
Costa più di un modello equivalente non certificato, ma la differenza dipende dal costruttore, dal modello e dai requisiti dell’area, quindi il confronto non si chiude sul solo prezzo dell’apparato. Nel conto vanno messi anche gli accessori: batterie, microfoni-altoparlante e auricolari devono essere quelli che il costruttore dichiara per quel modello e non sono intercambiabili con quelli delle versioni standard. Anche i ricambi e le riparazioni passano dal canale del costruttore, e questo pesa sul costo di esercizio del parco radio negli anni.
Ogni quanto vanno verificati i terminali e gli accessori impiegati in area classificata?
Non esiste un intervallo valido per tutti gli impianti: la periodicità la fissa il piano di manutenzione insieme al responsabile della sicurezza, in base a quanto gli apparati vengono usati e alle condizioni in cui lavorano. La verifica riguarda lo stato dell’involucro e dei contatti, la batteria e gli accessori, e la corrispondenza tra quello che le squadre hanno in uso e quello che il costruttore dichiara per quel modello. Con un contratto di manutenzione svolgiamo queste verifiche insieme al servizio di manutenzione del cliente e aggiorniamo il registro degli apparati, con matricola e posizione, a ogni intervento.
Cosa succede se un terminale certificato subisce un urto o un danno durante il servizio?
Va tolto dal servizio in area classificata finché non è stato verificato. Un involucro incrinato, un vetro rotto o un vano batteria deformato possono compromettere le condizioni con cui il costruttore ha certificato l’apparato, quindi il terminale danneggiato non si ripara sul posto: la riparazione passa dal canale del costruttore, l’unico che può riportare l’apparato nelle condizioni previste dalla certificazione. Per questo conviene tenere qualche terminale di scorta già programmato sui canali e sui gruppi di chiamata dell’impianto, così la squadra continua a lavorare mentre l’apparato è in riparazione.
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Per ogni progetto offriamo una proposta tecnico-economica personalizzata in base alle esigenze del cliente — analisi di fattibilità, studio di radio copertura e pianificazione dell’intervento.