Servizi · System Integration
Interconnessione di reti radio analogiche, digitali e IP con SCADA, BMS e gestionali del cliente.
Colleghiamo reti VHF/UHF analogiche, DMR, TETRA, P25 e terminali PTT su rete cellulare a un’unica console di sala operativa. Stato, allarmi e misure degli apparati vengono resi disponibili nei sistemi che il cliente già usa, con SNMP, REST, Syslog e LoRaWAN, e le integrazioni sono sviluppate dai nostri tecnici.

In una sala operativa convivono quasi sempre sistemi entrati in servizio in momenti diversi: una rete VHF analogica ancora in uso, una rete DMR o TETRA più recente, lo SCADA che governa gli impianti di galleria, il gestionale con cui il personale apre e chiude le segnalazioni di guasto. Finché questi sistemi restano separati, il lavoro ricade sull’operatore: controlla più schermi e ricopia a mano le stesse informazioni, mentre l’allarme di un ripetitore resta registrato solo nell’apparato e nessuno lo legge finché la copertura non viene a mancare. Lo stesso sito, poi, compare con due nomi diversi sui due sistemi, e mettere in relazione le segnalazioni richiede ogni volta un confronto manuale.
Il nostro lavoro è collegare questi sistemi. Partiamo dall’inventario di quelli già installati e delle interfacce che mettono a disposizione, mettiamo per iscritto i dati da scambiare e la denominazione condivisa di siti e apparati, sviluppiamo internamente le integrazioni e le verifichiamo con prove di interoperabilità insieme ai tecnici del cliente prima della messa in esercizio. Ogni integrazione segue i requisiti di sicurezza informatica della norma ISA/IEC 62443-3-3 Security Level 2 e della direttiva NIS2, con cifratura TLS 1.3 e AES-256 sui collegamenti di Respondr e Track-TP.

I tre livelli su cui interveniamo.
Un progetto di integrazione li riguarda quasi sempre tutti e tre, dalla fonia radio ai dati di stato degli apparati.
Fonia radio su un’unica console
Colleghiamo reti VHF/UHF analogiche, DMR, TETRA, P25 e terminali PTT su rete cellulare alla stessa postazione operatore. L’operatore di sala parla con tutte le squadre senza cambiare apparato.
Stato e allarmi verso i sistemi del cliente
Rendiamo disponibili stato degli apparati, allarmi e misure nelle piattaforme che il cliente già usa, con SNMP, REST e Syslog. Se una piattaforma di supervisione non c’è, raccogliamo gli stessi dati in Track-TP.
SCADA, BMS e telecontrollo
Colleghiamo le reti radio ai sistemi che governano l’infrastruttura, dallo SCADA di galleria al BMS di edificio: un allarme rilevato dagli impianti raggiunge la sala radio e una segnalazione della sala radio raggiunge chi presidia gli impianti.
Che cosa integriamo e con quali protocolli.
I sistemi che colleghiamo, raggruppati per tipo, con l’interfaccia impiegata per ciascuno.
Reti radio PMR
- Reti VHF/UHF analogiche ancora in esercizio, collegate senza sostituire gli apparati
- Reti DMR Tier II e Tier III, anche in configurazione isofrequenziale simulcast
- Reti TETRA, con interconnessione verso altri sistemi (ISI) dove il costruttore la rende disponibile
- Reti P25, VHF aeronautico e terminali PTT su rete cellulare (PoC)
Sale operative e console di dispatch
- Canali di reti radio diverse riuniti in un unico elenco sulla postazione operatore
- Instradamento dell’audio tra sale operative, con cancellazione dell’eco e dell’effetto Larsen tra le postazioni dello stesso locale
- Registrazione di tutti i canali, con ricerca per identificativo radio, orario, canale, gruppo e contenuto del messaggio
- Posizione delle squadre su mappa, dalle app Android e iOS, dalle radio LTE e dai localizzatori GPS a bordo dei veicoli
- Collegamento tra più sale operative e verso i canali dei servizi di emergenza
Protocolli informatici standard
- SNMP v1, v2c e v3, sia in interrogazione sia in ricezione delle trap
- API REST, sia quelle esposte dalle nostre piattaforme sia quelle dei sistemi del cliente
- Syslog per la raccolta centralizzata degli eventi degli apparati
- Contatti puliti e uscite a relè, per gli apparati privi di interfaccia di rete
Sensori IoT e reti LoRaWAN
- Gateway LoRaWAN a 868 MHz e registrazione dei sensori sul server LoRaWAN
- Sensori ambientali: temperatura, umidità, CO₂, radon e luminosità
- Sensori strutturali: vibrazione, inclinazione, carico e deformazione
- Sensori di esercizio: conteggio dei veicoli, livello del carburante e occupazione dei parcheggi
SCADA, BMS e impianti tecnologici
- Sistemi SCADA di galleria e di tratta, per lo scambio di stati e di comandi
- BMS di edificio: climatizzazione, quadri elettrici e controllo degli accessi
- Impianti di videosorveglianza, con richiamo della telecamera del punto da cui proviene l’allarme
- Sistemi di telecontrollo di reti elettriche, idriche e del gas
Gestionali e supervisione del cliente
- Sistemi di gestione delle segnalazioni: l’allarme apre la segnalazione e la chiusura viene riportata sulla piattaforma di monitoraggio
- Piattaforme di supervisione già in uso, che ricevono stato e allarmi dei nostri apparati
- Anagrafiche di siti e apparati allineate, con la stessa denominazione su entrambi i sistemi
- Accesso unico aziendale (SSO) e profili per ruolo, con le operazioni tracciate per operatore
- Esportazione dello storico in CSV ed Excel per le analisi del cliente
Integrazioni sviluppate su misura
- Analisi del protocollo e della documentazione dell’apparato da collegare
- Conversione dei formati: unità di misura, codici di guasto e denominazione dei siti
- Sviluppo dell’integrazione con versioni tracciate, documentazione e prove automatiche
- Aggiornamento dell’integrazione quando cambia il firmware dell’apparato collegato
Sicurezza e conformità
- Cifratura dei collegamenti con TLS 1.3 e AES-256 sulle nostre piattaforme
- Requisiti ISA/IEC 62443-3-3 Security Level 2 applicati all’architettura dell’integrazione
- Conformità alla direttiva NIS2 (UE 2022/2555) per gli operatori di servizi essenziali
- Installazione delle nostre piattaforme in cloud, on premise o mista; nella versione in cloud i dati restano nel Paese del cliente
Come si svolge un progetto di integrazione.
Il ciclo che seguiamo dal primo inventario dei sistemi esistenti fino all’esercizio su tutti i siti.
- Step 01
Inventario dei sistemi esistenti
Elenchiamo apparati, reti e piattaforme già installati, le interfacce che mettono a disposizione, la documentazione esistente e i vincoli di rete e di sicurezza posti dal cliente.
- Step 02
Specifica delle interfacce
Mettiamo per iscritto quali dati vengono scambiati e in quale direzione, con quali protocolli, con quale denominazione di siti e apparati e che cosa deve succedere quando un collegamento cade.
- Step 03
Sviluppo delle integrazioni
Sviluppiamo internamente le integrazioni verso i sistemi del cliente, con versioni tracciate, documentazione tecnica e prove automatiche a ogni modifica.
- Step 04
Prove di interoperabilità
Verifichiamo l’integrazione insieme ai tecnici del cliente su un sito pilota. Proviamo tutti i casi previsti, compresi la caduta del collegamento e il riavvio degli apparati, e mettiamo a verbale l’esito.
- Step 05
Messa in esercizio e affiancamento
Estendiamo l’integrazione a tutti i siti, formiamo gli amministratori dei sistemi collegati e affianchiamo il personale nelle prime settimane di esercizio.
Cosa ricevi.
La documentazione e i componenti che restano al cliente, utili anche in sede di collaudo e di verifica di sicurezza.
- Documento di specifica dell’integrazione
L’elenco dei dati scambiati, dei protocolli impiegati e delle denominazioni condivise, concordato con il cliente prima dell’avvio dello sviluppo.
- Integrazioni realizzate e documentate
Le integrazioni sviluppate per il tuo impianto, con numero di versione, manuale di configurazione e procedura di ripristino.
- Verbale delle prove di interoperabilità
L’elenco dei casi provati con il cliente e il relativo esito, sottoscritto da entrambe le parti: serve in sede di collaudo e resta come riferimento per le modifiche successive.
- Documentazione delle API
Le specifiche delle interfacce esposte dalle nostre piattaforme: formato dei messaggi, modalità di autenticazione ed esempi di chiamata.
- Schema dell’architettura e dei flussi
Lo schema dei collegamenti tra i sistemi, con le reti e le porte impiegate, utile anche alle verifiche di sicurezza del cliente.
- Formazione degli amministratori
Sessioni dedicate a chi gestirà i sistemi collegati, presso il cliente o da remoto, sull’impianto effettivamente installato.
Per quali settori.
I settori che ricorrono più spesso a questo servizio.

Pubblica sicurezza
Progettiamo, realizziamo e manuteniamo reti radio Mission Critical e centrali operative per le forze dell’ordine, i servizi di soccorso sanitario e la Protezione Civile: reti TETRA, DMR e P25, con la piattaforma di dispatching Respondr e oltre vent’anni di esperienza nelle comunicazioni dove il guasto non è ammesso.

Utility e industria
Progettiamo, installiamo e manuteniamo reti radio professionali, dispositivi PoC certificati ATEX e reti di sensori LoRaWAN per gli operatori energetici, le utility e gli ambienti industriali ad alto rischio: per clienti come Iren mettiamo in campo oltre vent’anni di esperienza nelle comunicazioni Mission Critical.

LoRaWAN
Progettiamo, installiamo e manuteniamo reti LoRaWAN complete — gateway a 868 MHz, sensori a lunga autonomia e la piattaforma di supervisione Track-TP — per portare in piattaforma i dati di campo in modo affidabile, economico e indipendente dall’operatore cellulare.
Domande frequenti.
Le domande che ci arrivano più spesso su questo servizio.
Cosa serve perché un apparato già installato possa essere collegato?
Serve un’interfaccia raggiungibile e documentata: una porta di rete con SNMP, un’API REST, l’invio degli eventi via Syslog oppure, sugli apparati privi di interfaccia di rete, un contatto pulito. Quando la documentazione del protocollo non è disponibile, la chiediamo al costruttore prima di avviare lo sviluppo dell’integrazione. L’apparato deve inoltre essere raggiungibile dalla rete su cui il collegamento viene realizzato: concordiamo con i tecnici informatici del cliente gli indirizzi da consentire e le regole del firewall.
Si può integrare un sistema senza fermare la sala operativa?
Nella maggior parte dei casi sì. L’integrazione viene provata su un sito pilota mentre gli impianti restano in servizio, e i dati passano sul sistema in esercizio soltanto dopo l’esito positivo delle prove. Restano da concordare finestre operative brevi per gli interventi che richiedono il riavvio di un apparato o una modifica alle regole del firewall.
Chi aggiorna le integrazioni quando cambia un sistema collegato?
L’aggiornamento è a nostro carico: le integrazioni le sviluppiamo internamente e ne conserviamo le versioni, la documentazione e le prove automatiche. Al cliente chiediamo di segnalarci in anticipo gli aggiornamenti di firmware e i cambi di versione dei sistemi collegati, così proviamo l’integrazione sulla nuova versione prima che l’aggiornamento arrivi sull’impianto in esercizio. Se cambiano i dati scambiati, aggiorniamo anche il documento di specifica.
Cosa succede se un allarme non arriva al sistema collegato?
Il primo passo è stabilire dove il flusso si è interrotto: sull’apparato che genera l’allarme, sul collegamento di rete, sull’integrazione o sul sistema che deve riceverlo. Per questo le integrazioni registrano gli eventi su entrambi i lati del collegamento e segnalano anche la caduta del collegamento stesso. Il documento di specifica concordato a inizio progetto indica chi risponde di ciascun tratto, così ogni verifica ha un responsabile già stabilito.
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Un nostro Project Manager analizza le esigenze specifiche del progetto e prepara una proposta tecnico-economica dedicata.
