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Soluzioni · Copertura radio indoor per edifici

Copertura radio e cellulare dentro gli edifici, in ogni ambiente, anche sotto il livello stradale.

Progettiamo e installiamo sistemi DAS che portano le reti radio professionali (TETRA, DMR, VHF/UHF) e il segnale cellulare LTE e 5G in ogni ambiente chiuso di un edificio, piani interrati, autorimesse, vani scala e ascensori compresi. Consegniamo l’impianto collaudato, con le misure sulle linee e le prove di chiamata piano per piano.

20+
anni di esperienza nelle coperture radio
100+
gallerie attrezzate con sistemi DAS
TETRA · LTE · 5G
tecnologie distribuite sullo stesso impianto
SOA OS 19 Cat. II
qualifica per le gare pubbliche italiane
In sintesi

Le reti radio esterne coprono le strade e i piazzali, non gli interni degli edifici e i piani interrati. Il cemento armato e i solai attenuano il segnale: ai piani intermedi il livello scende, nei vani scala e nelle autorimesse interrate il segnale non arriva. Le conseguenze si vedono ogni giorno. Il tecnico che scende nella centrale termica al piano interrato non risponde più alla chiamata della sala operativa. La squadra di sicurezza perde il contatto mentre percorre un vano scala. Chi resta bloccato in ascensore non riesce a chiamare aiuto. E una chiamata al 112 da un livello interrato non parte: nessuno se ne accorge finché non serve davvero.

Per questo la copertura interna va progettata, non data per scontata. Il lavoro parte da un rilievo strumentale: misuriamo piano per piano il livello delle reti radio professionali e degli operatori cellulari, individuiamo gli ambienti in cui il segnale non arriva e su quei dati dimensioniamo l’impianto. Poi scegliamo la sorgente del segnale, un’antenna donatrice sul tetto oppure un ripetitore o una stazione radio dedicata nel locale tecnico, e progettiamo la distribuzione: dorsale in fibra ottica o in cavo coassiale, antenne di piano, cavo radiante nei corridoi lunghi e nei percorsi tecnici, componenti passivi dimensionati sul calcolo di progetto. Installiamo con le nostre squadre e chiudiamo il cantiere con il collaudo: misure sulle linee e prove di chiamata in ogni ambiente critico.

Componenti passivi di un sistema DAS: divisori, accoppiatori e connettori sulla linea di distribuzione
Le sfide

Perché dentro un edificio la copertura radio va progettata.

Cosa rende difficile portare il segnale in tutti gli ambienti di una struttura su più piani.

  • Gli ambienti che restano senza segnale

    Nei piani interrati, nelle autorimesse, nei vani scala e ascensore, nei locali tecnici e negli archivi il segnale dall’esterno non arriva. Sono gli stessi ambienti in cui il personale lavora da solo e in cui un’emergenza va comunicata subito.

  • Più reti sullo stesso impianto

    Dentro un edificio convivono la rete radio del personale, le reti dei servizi di emergenza e il segnale cellulare di più operatori. Vanno distribuiti sulla stessa linea senza che si disturbino a vicenda: servono filtri, combinatori e un calcolo dei livelli fatto rete per rete.

  • Un cantiere dentro un edificio in esercizio

    Un ospedale, un aeroporto o un centro direzionale non si fermano per l’installazione. Lavoriamo nelle finestre operative concordate, usiamo i cavedi e i controsoffitti esistenti e richiudiamo gli attraversamenti di solai e pareti secondo le prescrizioni del progetto.

Lo schema

Come è fatto un impianto di copertura interna.

Un edificio visto in sezione: l’antenna donatrice sul tetto, l’unità centrale nel locale tecnico interrato e la dorsale che alimenta le antenne di ogni piano, vani scala e ascensori compresi.

vani scala e ascensorilivello del suoloAntenna donatrice sul tettoriprende le reti radio esternediscesa dal tettodorsale ai pianiantenne di pianoUnità centralelocale tecnicoPIANI ALTIPIANI INTERMEDIPIANO TERRA1° INTERRATO2° INTERRATOsotto il livello del suolo il segnale dall’esterno non arriva
Sorgente e dorsale
L’antenna donatrice sul tetto riprende il segnale delle reti esterne e lo porta all’unità centrale nel locale tecnico. Dall’unità centrale la dorsale in fibra ottica o in cavo coassiale risale l’edificio e alimenta ogni livello.
Antenne di piano
Le antenne a controsoffitto o a parete distribuiscono il segnale nei locali del piano. Nei corridoi lunghi e nelle autorimesse al loro posto usiamo il cavo radiante.
Piani interrati
Sotto il livello del suolo il segnale dall’esterno non arriva: autorimesse, depositi e locali tecnici sono coperti solo dalle antenne dell’impianto.
Vani scala e ascensori
I vani scala e i vani ascensore attraversano tutto l’edificio e sono gli ambienti più difficili da coprire. Li serviamo con una colonna di antenne dedicata, dalla testa del vano alla fossa.
I sistemi

Cosa comprende un impianto di copertura interna.

I sistemi che realizziamo dentro un edificio, dal rilievo iniziale al monitoraggio in esercizio.

  • Rilievo della copertura esistente

    • Misura del livello di segnale delle reti radio professionali, piano per piano, fino ai livelli interrati
    • Verifica della copertura cellulare degli operatori nei corridoi, nei vani scala, nelle autorimesse e in cabina ascensore
    • Analisi di spettro per rilevare le portanti già presenti nell’edificio e le interferenze
    • Rilievo delle vie cavi disponibili: cavedi verticali, controsoffitti, canaline e locali tecnici
    • Relazione di rilievo con la mappa degli ambienti privi di copertura, su cui dimensioniamo l’impianto
  • Sorgente del segnale

    • Antenna donatrice sul tetto, orientata verso il sito radio o la stazione che serve la zona
    • Ripetitore o stazione radio dedicata nel locale tecnico, dove la ripresa del segnale dall’esterno non basta
    • Unità centrale del sistema di distribuzione nel locale tecnico, con il proprio quadro di alimentazione
    • Filtri, duplexer e combinatori per far convivere più reti sulla stessa linea di distribuzione
    • Isolamento tra l’antenna donatrice e le antenne interne, misurato prima della messa in servizio per evitare l’innesco del ripetitore
  • Dorsale di distribuzione

    • Dorsale in fibra ottica tra l’unità centrale e le unità remote di piano, negli edifici più estesi
    • Dorsale in cavo coassiale nei cavedi verticali, con una derivazione a ogni livello
    • Cavo radiante nei corridoi lunghi, nelle autorimesse e nei percorsi tecnici, dove le singole antenne non bastano
    • Percorsi separati tra le linee di segnale e le linee di alimentazione
    • Chiusura degli attraversamenti di solai e pareti secondo le prescrizioni del progetto
  • Antenne di piano

    • Antenne a controsoffitto o a parete, nella posizione e nel numero previsti dal progetto
    • Antenne dedicate ai locali schermati e agli ambienti isolati dal resto del piano
    • Antenne negli atri, nei corridoi e nei percorsi di collegamento, dove la comunicazione non deve interrompersi mentre le persone si spostano
    • Misura dei livelli su ogni antenna prima della chiusura dei controsoffitti
    • Etichettatura di antenne, cavi e connettori secondo lo schema di progetto
  • Componenti passivi e cablaggi

    • Divisori, accoppiatori direzionali e carichi di chiusura dimensionati sul calcolo di progetto
    • Connettori intestati e serrati su ogni terminazione, con verifica della continuità
    • Rispetto del raggio minimo di curvatura nella posa dei cavi coassiali
    • Scaricatori di sovratensione sulle linee che scendono dall’antenna sul tetto
    • Collegamento di apparati, rack e sostegni delle antenne all’impianto di terra
  • Copertura dei vani critici

    • Piani interrati e autorimesse: antenne sulle corsie di manovra oppure cavo radiante lungo il percorso
    • Vani scala: antenne distribuite sui pianerottoli, perché la comunicazione non si interrompa durante la salita e la discesa
    • Vani ascensore: antenne in testa al vano e in fossa, per mantenere il collegamento con la cabina
    • Locali tecnici, centrali termiche e cabine elettriche: antenne dedicate, perché il personale vi interviene da solo
    • Depositi, archivi e magazzini interrati, coperti insieme ai percorsi che li collegano al resto dell’edificio
  • Collaudo e misure

    • Rapporto di onde stazionarie (ROS) su antenne, linee di discesa e tratte di cavo radiante
    • Localizzazione dei difetti di linea con misura della distanza dal punto di guasto
    • Misura dei livelli di segnale piano per piano, confrontata con il calcolo di progetto
    • Prove di chiamata in ogni ambiente critico, insieme al personale che vi lavora
    • Verbale di collaudo firmato e documentazione di fine lavori aggiornata allo stato dell’impianto
  • Monitoraggio e manutenzione

    • TP-CELLX nei punti critici dell’impianto: controlla la copertura cellulare 2G, 3G e 4G degli operatori
    • TP-RFX sulla linea di distribuzione: controlla le portanti radio, da 15 MHz a 2,7 GHz
    • TP-CCV2 sulle linee: segnala cortocircuiti e linee aperte sul cavo radiante e sui cavi coassiali
    • Track-TP come piattaforma di supervisione, con notifiche via email, trap SNMP, WhatsApp e Telegram
    • Visite di manutenzione programmate, in cui ripetiamo le misure e le confrontiamo con quelle del collaudo
FAQ

Domande frequenti.

Le domande che ci arrivano più spesso su questo tipo di impianto.

Si può amplificare il segnale cellulare in un edificio senza accordi con gli operatori?

No. Il segnale di un operatore si può ripetere dentro un edificio solo con il suo consenso, perché l’impianto lavora sulle sue frequenze e ne influenza la rete anche all’esterno. Gli amplificatori venduti al pubblico e installati senza progetto sono una causa frequente di interferenze: peggiorano la copertura delle celle vicine e l’operatore ne chiede lo spegnimento appena individua il disturbo. Il percorso corretto prevede un impianto progettato e concordato con ciascun operatore, che autorizza la ripetizione del proprio segnale oppure fornisce gli apparati da collegare alla linea di distribuzione.

Si può coprire solo una parte dell’edificio, per esempio i piani interrati?

Sì. L’impianto si dimensiona sugli ambienti che il rilievo indica come privi di copertura, e in molti edifici sono soltanto i livelli interrati, le autorimesse e i vani scala, mentre ai piani fuori terra il segnale che arriva dall’esterno è ancora sufficiente. Conviene però progettare la linea principale pensando all’intero edificio: predisporre la dorsale e i punti di derivazione durante il primo intervento costa molto meno che posare i cavi a lavori chiusi, quando bisogna riaprire controsoffitti e cavedi. In questo modo l’estensione agli altri piani diventa una derivazione dalla linea esistente e non un impianto nuovo.

Le antenne installate nei locali rispettano i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici?

Sì. Un impianto di copertura interna distribuisce potenze basse su molte antenne, invece di concentrare la potenza in un’unica sorgente, e i livelli previsti negli ambienti restano entro i limiti di esposizione fissati dalla legge. La conformità non si dà per scontata: si calcola in fase di progetto, tenendo conto della potenza immessa nella linea e della distanza fra le antenne e le postazioni di lavoro, e si verifica con le misure di collaudo, che restano allegate alla documentazione dell’impianto. Dove il committente lo richiede, ripetiamo le stesse misure a impianto in esercizio, durante le visite di manutenzione.

Cosa succede all’impianto se manca la corrente?

Dipende da quali parti dell’impianto sono alimentate. Il cavo radiante, le antenne e i componenti passivi non richiedono alimentazione e continuano a distribuire il segnale finché la sorgente resta in funzione. Gli apparati attivi, cioè l’unità centrale, il ripetitore e le unità remote di piano, restano in servizio solo se il progetto prevede linee dedicate e gruppi di continuità dimensionati sull’autonomia richiesta. È una scelta da fare in fase di progetto, perché la copertura interna serve soprattutto nelle emergenze e un’emergenza può presentarsi proprio quando manca la corrente.

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Per ogni progetto offriamo una proposta tecnico-economica personalizzata in base alle esigenze del cliente — analisi di fattibilità, studio di radio copertura e pianificazione dell’intervento.