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Soluzioni · Ponti radio a microonde

Dove la fibra non arriva, il traffico del sito passa da un ponte radio a microonde.

Progettiamo e installiamo collegamenti a microonde punto-punto (PTP) e punto-multipunto (PTMP) che portano il traffico dei siti radio fino alla rete: studio del percorso, dimensionamento del collegamento, pratiche per le frequenze, installazione e allineamento delle antenne, collaudo con misure e supervisione dell’impianto in esercizio.

20+anni
di esperienza nelle comunicazioni Mission Critical
Chiavi in mano
dallo studio del percorso alla manutenzione
SOA OS 19 Cat. II
qualifica per le gare pubbliche
ISO 9001:2015
sistema qualità certificato
Il collegamento

Che cos’è un ponte radio a microonde e quando conviene.

Molti siti radio si trovano dove la fibra ottica non arriva: un traliccio in quota, uno shelter isolato, un locale tecnico in area montana. Portare la fibra fin lì significa scavi, attraversamenti e autorizzazioni, con tempi e costi che il progetto spesso non può sostenere. Il ponte radio a microonde copre quella distanza senza opere civili: due antenne direttive in visibilità ottica trasportano fonia, dati e allarmi tra il sito e il resto della rete. Quando il collegamento cade il sito resta isolato, la fonia radio non passa più, gli allarmi degli apparati non arrivano in sala operativa e la supervisione da remoto si ferma.

Per questo trattiamo il ponte radio come un progetto a sé e non come un accessorio del sito. Partiamo dal profilo altimetrico del percorso e dalla verifica della visibilità ottica tra i due punti, che facciamo sul posto e non solo sulla cartografia. Calcoliamo il bilancio del collegamento, scegliamo la banda di lavoro, il diametro delle antenne e i sostegni, e seguiamo le pratiche autorizzative fino al rilascio del titolo che autorizza l’uso delle frequenze. Installiamo e allineiamo le antenne leggendo il livello ricevuto ai due capi, poi chiudiamo con le misure di accettazione e con il verbale di collaudo.

Alla consegna il collegamento resta sotto controllo su Track-TP, la nostra piattaforma di supervisione: raccoglie lo stato degli apparati e avvisa i tecnici quando il livello ricevuto peggiora.

Antenne di ponti radio a microonde installate su un traliccio in area montana
Le sfide

Cosa rende difficile un collegamento a microonde.

Quello che decide se una tratta resta stabile negli anni, dalla geometria del percorso alla tenuta dei sostegni.

  • La visibilità tra i due siti

    Un collegamento a microonde funziona solo se i due siti sono in visibilità ottica, senza ostacoli sul percorso. Un’altura, un edificio costruito dopo la messa in servizio o la vegetazione cresciuta negli anni entrano nel corridoio del collegamento e attenuano il segnale ricevuto. La visibilità va verificata sul posto, non solo sulla cartografia.

  • Il margine del collegamento

    Il collegamento va dimensionato con un margine che tenga conto della pioggia intensa e delle altre perdite di tratta. Un collegamento calcolato al limite funziona con il bel tempo e perde qualità quando il tempo peggiora: il margine dipende dalla lunghezza della tratta, dalla banda di lavoro, dal diametro delle antenne e dalla potenza degli apparati.

  • L’allineamento e i sostegni

    Le antenne dei ponti radio sono direttive: un palo che oscilla al vento o un traliccio che si assesta nel tempo spostano il puntamento e fanno calare il livello ricevuto. Contano la rigidità del sostegno alla quota di installazione, il dimensionamento delle staffe e il bloccaggio delle viti di regolazione a fine allineamento.

Lo schema

Come è fatto un ponte radio a microonde.

Una tratta vista in sezione: il sito radio a un capo, il nodo di rete sull’altura all’altro capo e le tratte punto-multipunto che dal nodo raggiungono i siti remoti.

visibilità ottica tra i due sititratta punto-punto (PTP)punto-multipunto (PTMP)Sito radiodove la fibra non arrivaNodo di reteverso la sala operativasiti remotiPROFILO DEL TERRENO
Tratta punto-punto (PTP)
La linea blu continua è il collegamento punto-punto: due antenne direttive puntate una verso l’altra portano il traffico del sito radio fino al nodo di rete.
Tratte punto-multipunto (PTMP)
Le linee tratteggiate sono le tratte punto-multipunto: dal nodo di rete un solo apparato serve più siti remoti che si trovano nella stessa area.
Corridoio libero da ostacoli
Intorno al collegamento deve restare libera la prima zona di Fresnel: le alture, gli edifici e la vegetazione che vi entrano attenuano il segnale ricevuto.
Siti in visibilità ottica
I due siti devono essere in visibilità ottica, senza ostacoli sul percorso. Quando la visibilità manca, il collegamento passa da un sito di ripetizione intermedio.
Le attività

Cosa comprende la realizzazione di un ponte radio.

Le attività che eseguiamo su ogni collegamento e cosa contiene ciascuna, dallo studio del percorso alla supervisione dell’impianto in esercizio.

  • Studio del percorso e profilo altimetrico

    • Scelta dei due siti e della quota di installazione delle antenne su ciascun sostegno
    • Profilo altimetrico del percorso ricavato dalla cartografia del terreno
    • Verifica degli ostacoli sul percorso: alture, edifici, vegetazione e altri sostegni
    • Controllo che la prima zona di Fresnel resti libera per tutta la lunghezza del collegamento
    • Percorsi alternativi e siti di ripetizione intermedi quando il collegamento diretto non è libero
  • Sopralluogo sui due siti

    • Verifica a vista della visibilità reciproca dai punti in cui andranno le antenne
    • Rilievo delle coordinate, delle quote e dell’azimut di ciascun sito
    • Spazio disponibile sul palo o sul traliccio e antenne già installate sullo stesso sostegno
    • Spazio nel locale tecnico o nello shelter, posizione del rack e percorsi dei cavi
    • Rilievo con l’analizzatore di spettro dei segnali già presenti sul sito
  • Dimensionamento del collegamento

    • Bilancio del collegamento con le potenze, i guadagni delle antenne e le attenuazioni di tratta
    • Capacità dimensionata sul traffico da trasportare: fonia radio, dati di supervisione e allarmi
    • Scelta della banda di lavoro in base alla lunghezza della tratta e alle frequenze disponibili in zona
    • Scelta del diametro delle antenne, della polarizzazione e del margine di progetto per l’attenuazione da pioggia
    • Configurazione punto-punto (PTP) tra due siti oppure punto-multipunto (PTMP) quando un sito centrale serve più siti remoti
  • Frequenze e autorizzazioni

    • Verifica della disponibilità del canale e della compatibilità con gli impianti già in esercizio nella zona
    • Documentazione tecnica a corredo della domanda: coordinate, quote, azimut e caratteristiche degli apparati
    • Presentazione dell’istanza e rapporti con l’ente competente fino al rilascio del titolo
    • Rinnovi e variazioni quando cambiano gli apparati, le quote di installazione o la banda di lavoro
  • Sostegni, strutture e cablaggi

    • Pali, tralicci e mensole: fondazioni, ancoraggi e verifica dei serraggi
    • Verifica della rigidità del sostegno alla quota prevista per l’antenna
    • Staffe di montaggio dimensionate sul diametro dell’antenna e sul carico di vento
    • Percorso e fissaggio dei cavi tra l’unità esterna sul sostegno e l’apparato nel rack
    • Ingressi passacavo, cavidotti e tenuta all’acqua nei passaggi verso il locale tecnico o lo shelter
  • Montaggio e allineamento delle antenne

    • Montaggio delle antenne alla quota e con l’azimut previsti dal progetto
    • Allineamento ai due capi della tratta con lettura del livello ricevuto
    • Verifica del puntamento sul lobo principale e non su un lobo secondario
    • Serraggio definitivo e bloccaggio delle viti di regolazione a fine allineamento
    • Sigillatura dei connettori e delle giunzioni esposte alle intemperie
  • Apparati, alimentazione e messa a terra

    • Montaggio degli apparati nel rack del locale tecnico o dello shelter
    • Linee di alimentazione dedicate, protezioni e gruppi di continuità con batterie tampone
    • Collegamento di apparati, sostegni e antenne all’impianto di terra
    • Scaricatori di sovratensione sulle linee di segnale e su quelle di alimentazione
    • Prova di funzionamento del collegamento in mancanza di rete elettrica
  • Collaudo, supervisione e manutenzione

    • Misura del livello ricevuto ai due capi e confronto con il valore calcolato in progetto
    • Prova di traffico sul collegamento e verifica della continuità del servizio
    • Verbale di collaudo con i valori rilevati e documentazione finale aggiornata all’impianto realizzato
    • Supervisione del collegamento su Track-TP, con notifiche via email, WhatsApp e Telegram
    • Visite programmate di manutenzione: livelli, allineamento delle antenne, stato dei connettori e dell’alimentazione
Antenne di un ponte radio a microonde installate su un palo, puntate verso il sito all’altro capo della tratta.
Antenne di un ponte radio a microonde installate su un palo, puntate verso il sito all’altro capo della tratta.
FAQ

Domande frequenti.

Le domande che ci arrivano più spesso su questo tipo di impianto.

Che differenza c’è fra un ponte radio punto-punto (PtP) e uno punto-multipunto (PtMP)?

La differenza è nel numero di siti collegati. Un ponte punto-punto unisce due soli siti con antenne direttive puntate una sull’altra: tutta la banda dati è dedicata a quel collegamento. Un ponte punto-multipunto serve più siti periferici da un’unica antenna centrale, e quei siti si dividono la banda dati disponibile. Il punto-punto conviene quando serve tutta la capacità su una tratta, per esempio il collegamento della dorsale di una galleria; il punto-multipunto quando i siti da raggiungere sono diversi e ciascuno muove poco traffico, come sensori, telecamere a bassa risoluzione distribuite lungo una tratta.

Conviene di più un ponte radio a microonde o la posa della fibra ottica?

Dipende da cosa c’è tra i due siti. Se il percorso richiede scavi, attraversamenti di strade o di ferrovie e accordi con i proprietari dei terreni, il ponte radio si realizza in genere in tempi più brevi e con una spesa inferiore, perché non comporta opere civili. Se invece esiste già un cavidotto libero fino al sito, la fibra resta la scelta più semplice e non richiede pratiche per l’uso delle frequenze. Le due ipotesi si confrontano sul singolo percorso e non sono per forza alternative: in molti impianti il ponte radio viene realizzato come collegamento di riserva della fibra, così il sito resta raggiungibile anche quando il cavo viene tranciato.

Serve un’autorizzazione per usare un ponte radio a microonde?

Sì. Le frequenze di un collegamento a microonde non sono di libero uso: vanno autorizzate dall’ente competente prima della messa in servizio e l’autorizzazione va aggiornata quando cambiano gli apparati, la quota delle antenne o la banda di lavoro. La domanda si presenta con i dati tecnici del collegamento: coordinate dei due siti, quote e azimut delle antenne, potenza e caratteristiche degli apparati. Prima di presentarla si verifica che in zona il canale sia disponibile e compatibile con gli impianti già in esercizio. Teleproject segue l’intera pratica per conto del cliente.

Che distanza può coprire un ponte radio a microonde?

Non esiste una distanza valida per tutti i collegamenti. La portata dipende dalla banda di lavoro, dal diametro delle antenne, dalla potenza degli apparati e soprattutto dal profilo del terreno tra i due siti: una tratta breve con un’altura in mezzo è più difficile di una tratta lunga in visibilità libera. Il vincolo pratico è la visibilità ottica tra i due punti: dove manca, il collegamento si divide in due tratte con un sito di ripetizione intermedio. La distanza utile si stabilisce con il profilo altimetrico del percorso e con il bilancio del collegamento, che tiene conto anche dell’attenuazione dovuta alla pioggia.

Si può installare un ponte radio su un traliccio dove ci sono già altre antenne?

Sì, è la situazione più frequente, ma prima del montaggio vanno verificate due cose. La prima è la tenuta del sostegno: un’antenna a microonde aggiunge peso e superficie esposta al vento, quindi il traliccio deve reggere il carico alla quota prevista e non oscillare al punto di spostare il puntamento. La seconda è la convivenza con gli impianti già presenti: durante il sopralluogo si misurano con l’analizzatore di spettro i segnali attivi sul sito, per escludere disturbi reciproci tra il nuovo collegamento e le antenne esistenti.

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