Soluzioni · DAS (Distributed Antenna Systems)
Sistemi DAS: portiamo il segnale radio all’interno di gallerie, metropolitane, aeroporti e grandi edifici.
Progettiamo e installiamo sistemi a cavo radiante e ad antenne distribuite per la copertura radio in gallerie stradali e ferroviarie, metropolitane, aeroporti e grandi edifici. Sulla stessa linea distribuiamo le reti radio professionali (TETRA, DMR, VHF/UHF), la telefonia cellulare (GSM, 3G, LTE, 5G) e la ridiffusione FM e DAB+.

In galleria, in metropolitana, nei piani interrati e negli edifici in cemento armato il segnale radio non entra dall’esterno: le pareti lo attenuano fino a renderlo inutilizzabile. La squadra di manutenzione perde il contatto con la sala operativa appena supera l’ingresso e chi si trova all’interno non riesce a chiamare il 112. Aumentare la potenza degli impianti esterni non serve, perché il segnale si ferma comunque sulle strutture che dovrebbe attraversare.
Un sistema DAS distribuisce il segnale dall’interno: una linea percorre l’ambiente e lo irradia lungo tutto il tracciato. Il cavo radiante copre gli ambienti lineari, come le gallerie stradali, ferroviarie e metropolitane; le antenne distribuite coprono gli spazi aperti e su più livelli, come le aerostazioni e i grandi edifici.

Cosa rende difficile portare il segnale radio in un ambiente chiuso.
I tre problemi che un sistema DAS deve risolvere, dal calcolo di progetto all’esercizio quotidiano.
L’attenuazione lungo la linea
La linea di distribuzione perde potenza a ogni metro di cavo, a ogni accoppiatore e a ogni divisore. Se il calcolo non tiene conto di tutte le perdite, l’ultimo tratto resta senza copertura utile mentre il primo riceve più segnale del necessario. L’uniformità della copertura dipende da come sono dimensionati i componenti passivi e gli amplificatori di linea.
Più servizi sulla stessa linea
Sulla stessa linea convivono reti radio professionali, telefonia cellulare e ridiffusione FM e DAB+, ciascuna con la propria banda e il proprio livello di potenza. Servono filtri, combinatori e componenti passivi scelti per l’intera gamma di frequenze distribuite, altrimenti i segnali di un servizio disturbano quelli di un altro.
I guasti che non si vedono
Un cortocircuito sul cavo radiante causato da un incendio, oppure una linea aperta per un connettore difettoso, lasciano senza comunicazioni tutta l’area servita da quella tratta: gli apparati nel locale tecnico continuano a funzionare e non segnalano nulla. Per questo controlliamo in modo continuo la continuità della linea e la presenza delle portanti, invece di aspettare la prima chiamata che non passa.
Come è fatto un sistema DAS.
Una linea di distribuzione vista dall’inizio alla fine: l’unità master combina i servizi nel locale tecnico, l’unità remota riporta il segnale in radiofrequenza lungo il percorso e il divisore lo ripartisce tra il cavo radiante e le antenne distribuite.
- Cavo radiante
- Il cavo radiante è una linea coassiale che irradia il segnale su tutta la sua lunghezza. È la scelta per gli ambienti lineari come le gallerie, dove la copertura deve essere continua da un ingresso all’altro.
- Antenne distribuite
- Le antenne distribuite sono alimentate dalla stessa linea e coprono ciascuna la propria area. Servono negli spazi aperti e su più livelli, come le aerostazioni, gli atri e i piani interrati di un grande edificio.
- Componenti passivi
- Divisori, accoppiatori direzionali e carichi di chiusura ripartiscono il segnale tra le diramazioni e chiudono l’estremità di ogni tratta. Gli amplificatori di linea recuperano l’attenuazione lungo il percorso.
- Unità master e unità remota
- L’unità master combina le sorgenti di segnale e alimenta la linea di distribuzione. Le unità remote, collegate in fibra ottica, riportano il segnale in radiofrequenza lungo il percorso e alimentano le tratte più lontane.
Cosa comprende un sistema DAS.
I sistemi che realizziamo e cosa contiene ciascuno, dall’unità master alle misure di collaudo.
Unità master e sorgenti di segnale
- Stazioni radio base, ripetitori e ricevitori FM e DAB+ installati nel locale tecnico o nello shelter
- Unità master che combina i servizi sulla linea di distribuzione e ne regola i livelli
- Filtri, duplexer e combinatori all’ingresso, uno per ogni banda distribuita
- Livelli di potenza in ingresso impostati servizio per servizio sui valori previsti dal progetto
- Conversione del segnale per la distribuzione digitale in fibra ottica, dove il progetto la prevede
Cavo radiante
- Posa del cavo radiante lungo il piedritto della galleria o nei cavedi dell’edificio, alla quota prevista dal progetto
- Staffaggio a passo costante e rispetto del raggio minimo di curvatura
- Giunzioni, connettori e carichi di chiusura montati e sigillati contro l’umidità
- Più tratte alimentate separatamente, dove una sola linea non copre l’intera lunghezza
- Etichettatura delle tratte e dei punti di accesso, così le squadre di manutenzione ritrovano ogni ramo della linea
Antenne distribuite
- Antenne installate a soffitto, a parete e nelle nicchie, nei punti indicati dal calcolo di copertura
- Cavi coassiali di collegamento dimensionati sulla lunghezza di ciascuna diramazione
- Antenne agli ingressi e nei raccordi tra ambienti, dove la linea di cavo radiante si interrompe
- Copertura delle aree schermate: piani interrati, vani scala, corridoi di servizio e locali tecnici
- Verifica del livello di segnale in ogni area servita dalle antenne
Componenti passivi
- Divisori di potenza e accoppiatori direzionali per ripartire il segnale tra le diramazioni
- Carichi di chiusura all’estremità di ogni tratta
- Attenuatori fissi per pareggiare i livelli tra diramazioni di lunghezza diversa
- Connettori e adattatori scelti per l’intera gamma di frequenze distribuite
- Scaricatori di sovratensione sulle linee RF e collegamento all’impianto di terra
Amplificatori di linea e unità remote
- Amplificatori di linea alloggiati nelle nicchie e negli armadi lungo il percorso
- Unità remote che riportano in radiofrequenza il segnale arrivato in fibra ottica
- Collegamenti ottici in cascata, a stella o ridondati, secondo la lunghezza e la criticità della tratta
- Regolazione dei guadagni per mantenere su tutta la linea i livelli previsti dal progetto
- Alimentazione dedicata e gruppi di continuità per ogni apparato attivo
Monitoraggio della linea e dei servizi
- TP-CCV2 nell’armadio delle stazioni radio base: segnala cortocircuiti e linee aperte sul cavo radiante
- Componenti passivi TP-035 e TP-035A per immettere il segnale di controllo sulla linea senza interrompere i servizi
- TP-RFX collegato a un’antenna nell’ambiente coperto: controlla le portanti TETRA, DMR, FM e DAB presenti
- TP-CELLX nell’ambiente coperto: verifica la copertura cellulare 2G, 3G e 4G degli operatori
- Track-TP come piattaforma di supervisione, con notifiche via email, trap SNMP, WhatsApp e Telegram
Collaudo e misure
- Prova di continuità e di isolamento del cavo radiante prima della messa in servizio
- Rapporto di onde stazionarie (ROS) su antenne, cavi di discesa e tratte di cavo radiante
- Individuazione dei difetti sulla linea con la misura della distanza dal punto di guasto
- Attenuazione e livelli di segnale lungo il percorso, confrontati con il calcolo di progetto
- Prove di copertura e di chiamata su tutti i servizi distribuiti, con verbale di collaudo firmato

Domande frequenti.
Le domande che ci arrivano più spesso su questo tipo di impianto.
Che differenza c’è fra un impianto DAS passivo e uno attivo?
Cambia il modo in cui il segnale arriva fino al punto da coprire. In un impianto passivo il segnale esce dagli apparati del locale tecnico e percorre solo cavi e componenti passivi: la soluzione è semplice e non richiede apparati da alimentare lungo il percorso, ma l’attenuazione del cavo limita la lunghezza servita. In un impianto attivo il segnale viaggia in fibra ottica fino alle unità remote installate lungo il tracciato, che lo riportano in radiofrequenza vicino all’area da coprire: si servono distanze maggiori e si regolano i livelli servizio per servizio, in cambio di apparati da alimentare e da tenere sotto controllo. La scelta si fa con il bilancio di collegamento, sulla lunghezza da coprire e sul numero di servizi distribuiti.
Gli apparati che generano il segnale sono compresi nel sistema DAS o li fornisce chi possiede la rete?
Il sistema DAS è la parte che porta il segnale nell’ambiente da coprire: unità master, linea di distribuzione, cavo radiante, antenne e componenti passivi. Gli apparati che il segnale lo generano dipendono invece dal servizio distribuito. Per la rete radio del cliente forniamo e installiamo noi le stazioni radio base o i ripetitori nel locale tecnico. Per la telefonia cellulare gli apparati li fornisce l’operatore, e nel progetto prevediamo lo spazio nel rack, l’alimentazione e il punto di connessione alla linea. Per la ridiffusione FM e DAB+ i ricevitori restano nel locale tecnico e prendono il segnale da un’antenna esterna. La divisione delle forniture si mette per iscritto prima di aprire il cantiere, perché stabilisce anche chi risponde di ciascun apparato quando l’impianto è in esercizio.
Un impianto DAS già installato si può aggiornare con nuove bande o nuovi servizi?
Spesso sì, ma prima va verificato l’impianto esistente. Cavo radiante, antenne, divisori, accoppiatori e connettori lavorano su una gamma di frequenze definita: se la nuova banda rientra in quella gamma si interviene di solito sugli apparati di testa e sui filtri di ingresso, mentre se resta fuori i componenti passivi vanno sostituiti. Prima di preventivare un aggiornamento misuriamo le linee esistenti e confrontiamo i valori con quelli del progetto originale, perché su un impianto di qualche anno alcune tratte possono già essere degradate. Il rilievo dice se conviene aggiornare l’impianto oppure rifare la distribuzione.
Un impianto DAS può distribuire anche una rete privata LTE o 5G?
Sì. Sulla stessa linea distribuiamo già reti radio professionali, telefonia cellulare e ridiffusione FM e DAB+: le bande di una rete privata LTE o 5G si aggiungono allo stesso modo, dopo la verifica del bilancio di collegamento. La rete la fornisce l’operatore scelto dal cliente; noi progettiamo la distribuzione, la installiamo e la collaudiamo.
Da cosa dipende il costo di un sistema DAS?
Il costo dipende da quattro fattori: la lunghezza o la superficie da coprire, il numero di servizi distribuiti sulla stessa linea, il tipo di distribuzione scelto e le condizioni in cui si lavora. Un ambiente lineare servito da una sola tratta di cavo radiante costa molto meno di un impianto attivo con unità remote in fibra ottica e più bande distribuite. Incide anche il cantiere: in un ambiente che resta in esercizio si lavora per fasce orarie concordate con il gestore e i tempi si allungano. Una cifra attendibile si ottiene dopo lo studio di copertura e il bilancio di collegamento, che stabiliscono quanti apparati e quanti componenti passivi servono davvero.
Ogni impianto DAS parte da un sopralluogo e da uno studio di copertura.
Per ogni progetto offriamo una proposta tecnico-economica personalizzata in base alle esigenze del cliente — analisi di fattibilità, studio di radio copertura e pianificazione dell’intervento.