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Servizi · Autorizzazioni e gestione frequenze

Autorizzazioni e gestione frequenze per tenere una rete radio in regola, dalla prima domanda ai rinnovi.

Seguiamo l’intero percorso autorizzativo di una rete radio professionale: scelta della banda, verifica della disponibilità del canale, documentazione tecnica a corredo della domanda, presentazione dell’istanza e rapporti con l’ente competente fino al rilascio del titolo. Una volta ottenuto il titolo, curiamo rinnovi e variazioni, teniamo aggiornato il piano delle frequenze e interveniamo con le misure quando un disturbo compare sui canali in esercizio.

TETRA · DMR · VHF/UHF
tecnologie seguite
ISO 9001SOA OS 19
20+anni
esperienza
Il servizio

Le frequenze delle reti radio professionali sono una risorsa dello Stato: senza un titolo che ne autorizzi l’uso un impianto non può entrare in esercizio. Il percorso si blocca quasi sempre per gli stessi motivi: allegati tecnici incompleti, dati dichiarati che non corrispondono agli apparati installati davvero, un canale già impegnato da un altro impianto nella zona, un rinnovo che nessuno ha seguito e un titolo scaduto. Ogni volta è un’attesa che il cronoprogramma dei lavori non aveva previsto.

Per questo trattiamo la pratica come parte del progetto, non come un adempimento a parte. Analizziamo il fabbisogno di canali a partire dai servizi da portare sulla rete, verifichiamo con misure di spettro quali portanti sono già presenti nella zona, prepariamo la documentazione tecnica e presentiamo l’istanza; poi seguiamo i rapporti con il Ministero competente e con l’Ispettorato Territoriale fino al rilascio del titolo. Da lì in avanti teniamo il registro dei canali assegnati, curiamo rinnovi e variazioni e torniamo a misurare quando un disturbo compare sulle frequenze in esercizio.

Diagramma di radiazione orizzontale di un sistema a due cortine Yagi, alimentate al 50% ciascuna: il lobo risultante copre un arco di circa 230° a −3 dB e attenua di oltre 12 dB nella direzione opposta. È uno degli elaborati del progetto d’antenna che alleghiamo alla domanda di autorizzazione.
Diagramma di radiazione orizzontale di un sistema a due cortine Yagi, alimentate al 50% ciascuna: il lobo risultante copre un arco di circa 230° a −3 dB e attenua di oltre 12 dB nella direzione opposta. È uno degli elaborati del progetto d’antenna che alleghiamo alla domanda di autorizzazione.
I casi

I casi in cui interveniamo.

Una rete può avere bisogno di una prima assegnazione, dell’aggiornamento di un titolo già rilasciato, della gestione dei canali negli anni di esercizio o di un supporto tecnico quando un disturbo compare sulle frequenze in servizio.

  • Nuova autorizzazione

    Quando la rete non esiste ancora oppure cambia tecnologia, definiamo il fabbisogno di canali, verifichiamo quali frequenze sono disponibili nella zona e prepariamo l’istanza con gli allegati tecnici richiesti.

  • Rinnovi e variazioni

    Un titolo già rilasciato va tenuto aggiornato: seguiamo le scadenze di rinnovo e presentiamo le variazioni quando cambiano i siti, gli apparati, le antenne o l’intestazione dell’autorizzazione.

  • Gestione del piano delle frequenze

    Teniamo il registro dei canali assegnati sito per sito e servizio per servizio, verifichiamo che la programmazione degli apparati corrisponda a quanto autorizzato e coordiniamo i canali quando nella stessa zona entra in servizio un nuovo impianto.

  • Interferenze e segnalazioni

    Quando un disturbo compare sui canali in esercizio, misuriamo lo spettro nel punto e nell’orario in cui si presenta, cerchiamo la sorgente con antenna direttiva e prepariamo la documentazione tecnica a corredo della segnalazione all’ente competente.

La pratica

Cosa comprende la pratica.

Le verifiche, i documenti e gli adempimenti che compongono il percorso autorizzativo, raggruppati per argomento.

  • Fabbisogno e scelta della banda

    • Servizi da portare sulla rete: comunicazione vocale, trasmissione dati, telemetria e allarmi
    • Area da servire, numero di siti radio previsti e numero di utenti da collegare
    • Tecnologia e banda: analogico VHF/UHF, DMR o TETRA, con il numero di portanti necessarie per ogni sito
    • Tipo di terminale in servizio: portatile, veicolare o fisso, con la potenza di ciascuno
    • Uso richiesto: rete radio a uso privato, copertura di un’area di servizio, collegamenti punto-punto di dorsale
  • Disponibilità del canale e compatibilità

    • Ricognizione degli impianti già presenti nella zona e delle frequenze assegnate ad altri titolari
    • Misure di spettro nella banda richiesta, per rilevare quali portanti sono già attive sul posto
    • Compatibilità con gli impianti del cliente già in esercizio e con i canali adiacenti
    • Distanze di riutilizzo dei canali fra i siti della stessa rete
    • Prodotti di intermodulazione e disaccoppiamento fra le antenne nei siti con più portanti
  • Documentazione tecnica a corredo

    • Elenco dei siti con coordinate, quota del terreno e altezza delle antenne dal suolo
    • Caratteristiche degli apparati: potenza in uscita, larghezza del canale e classe di emissione
    • Antenne: tipo, guadagno, diagramma di irradiazione, orientamento e inclinazione
    • Schemi a blocchi dell’impianto e planimetrie dei siti radio
    • Relazione tecnica e mappe di copertura dell’area di servizio richiesta
  • Istanza e rapporti con gli enti

    • Compilazione della modulistica e composizione del fascicolo da depositare
    • Verifica della completezza degli allegati prima della presentazione
    • Presentazione dell’istanza al Ministero competente e all’Ispettorato Territoriale della zona
    • Risposta alle richieste di chiarimento e di integrazione ricevute durante l’istruttoria
    • Aggiornamento periodico del cliente sullo stato della pratica
  • Rinnovi, variazioni e cessazioni

    • Scadenze del titolo e presentazione della domanda di rinnovo nei termini previsti
    • Variazioni dei dati autorizzati: nuovi siti, spostamento di apparati, sostituzione delle antenne
    • Aggiornamento delle caratteristiche dichiarate dopo la sostituzione degli apparati radio
    • Volture in caso di cambio di intestazione o di gestore dell’infrastruttura
    • Comunicazione di cessazione per gli impianti dismessi
  • Piano delle frequenze nel tempo

    • Registro dei canali assegnati per sito, per servizio e per tecnologia
    • Assegnazione dei canali ai gruppi di chiamata e ai profili dei terminali
    • Verifica che la programmazione degli apparati corrisponda a quanto autorizzato
    • Coordinamento dei canali quando nella stessa zona entra in servizio un nuovo impianto
    • Aggiornamento del piano dopo ogni variazione autorizzata
  • Interferenze sui canali in esercizio

    • Misure di spettro nel punto e nell’orario in cui il disturbo si presenta
    • Ricerca della sorgente con antenna direttiva e con ricevitore di misura
    • Distinzione fra un disturbo proveniente dall’esterno e un difetto dell’impianto
    • Documentazione tecnica delle misure a corredo della segnalazione all’ente competente
    • Interventi sull’impianto per ridurre il disturbo: filtri, riorientamento delle antenne, richiesta di un canale diverso
  • Collegamenti a microonde

    • Collegamenti punto-punto e punto-multipunto: banda richiesta, polarizzazione e potenza
    • Coordinate dei due estremi della tratta, azimut e altezza delle antenne
    • Profilo altimetrico della tratta e verifica della visibilità ottica fra i due siti
    • Documentazione tecnica per la richiesta delle frequenze del collegamento
Il percorso

Come si svolge una pratica autorizzativa.

Il ciclo che seguiamo dalla prima richiesta fino alla gestione del titolo negli anni successivi.

  1. Step 01

    Analisi del fabbisogno

    Partiamo dai servizi da portare sulla rete, dall’area da coprire e dai terminali in servizio, poi scegliamo la banda e stabiliamo quante portanti servono per ogni sito.

  2. Step 02

    Verifica della disponibilità

    Raccogliamo le informazioni sugli impianti già presenti nella zona ed eseguiamo misure di spettro nella banda richiesta: le frequenze che proponiamo sono compatibili con quanto è già in servizio.

  3. Step 03

    Documentazione e istanza

    Prepariamo la relazione tecnica, gli schemi e i dati dei siti e degli apparati, compiliamo la modulistica e presentiamo l’istanza all’ente competente.

  4. Step 04

    Istruttoria e rilascio

    Rispondiamo alle richieste di chiarimento che arrivano durante l’istruttoria e teniamo aggiornato il cliente sullo stato della pratica. Quando il titolo viene rilasciato, programmiamo gli apparati sulle frequenze assegnate.

  5. Step 05

    Gestione negli anni successivi

    Teniamo sotto controllo le scadenze, presentiamo rinnovi e variazioni, aggiorniamo il piano delle frequenze e interveniamo con le misure quando un disturbo compare sui canali in esercizio.

Deliverable

Cosa ricevi.

I documenti che restano al cliente, utili in esercizio e in sede di audit e di gara.

  • Analisi del fabbisogno di frequenze

    Il documento che mette in relazione i servizi da portare sulla rete, i siti radio previsti e le portanti necessarie, con la banda proposta e le ragioni della scelta.

  • Fascicolo tecnico dell’istanza

    La modulistica compilata e gli allegati depositati presso l’ente: dati dei siti, caratteristiche degli apparati e delle antenne, schemi e relazione tecnica.

  • Piano delle frequenze

    I canali assegnati sito per sito, servizio per servizio e tecnologia per tecnologia, con i parametri dichiarati nell’istanza.

  • Copia dell’autorizzazione e degli allegati

    Il titolo rilasciato dall’ente, archiviato insieme alla corrispondenza della pratica e consultabile quando serve in sede di audit o di gara.

  • Scadenzario delle autorizzazioni

    L’elenco delle scadenze di rinnovo e degli adempimenti di ogni titolo, con l’avviso al cliente in anticipo su ciascuna data.

  • Relazione sulle interferenze

    Le misure di spettro rilevate, la sorgente individuata e gli interventi proposti, pronti da allegare alla segnalazione all’ente competente.

FAQ

Domande frequenti.

Le domande che ci arrivano più spesso su questo servizio.

Quanto tempo serve per ottenere l’autorizzazione?

I tempi dipendono dall’ente competente, dalla banda richiesta e dalla completezza del fascicolo depositato, quindi non esiste una durata valida per tutti i casi. Quello su cui possiamo incidere è la fase che precede il deposito: verifichiamo gli allegati prima di presentare l’istanza, perché una richiesta di integrazione ricevuta durante l’istruttoria allunga l’attesa. Nel cronoprogramma dei lavori teniamo conto dell’istruttoria fin dall’inizio, così la pratica parte con il dovuto anticipo rispetto alle installazioni.

Se cambiamo fornitore, l’autorizzazione resta valida?

Sì. Il titolo è intestato al soggetto che utilizza le frequenze, cioè all’organizzazione che gestisce la rete, non a Teleproject: le frequenze restano assegnate al cliente anche quando cambia l’azienda che ne segue la manutenzione o le pratiche. Noi presentiamo l’istanza per suo conto, conserviamo il fascicolo e teniamo sotto controllo le scadenze, e consegniamo copia dell’autorizzazione, degli allegati e del piano delle frequenze. Se invece cambia il titolare, cioè l’organizzazione che gestisce l’infrastruttura, la posizione si aggiorna con una voltura.

Si possono usare le frequenze prima del rilascio del titolo?

No. Gli apparati non possono trasmettere sulle frequenze richieste finché l’ente non ha rilasciato il titolo, e chi trasmette senza autorizzazione si espone a sanzioni. Le lavorazioni che precedono il rilascio si possono comunque svolgere: le misure di spettro nella zona si eseguono in sola ricezione e apparati, antenne e cablaggi si installano mentre la pratica è in corso. Programmiamo i canali sugli apparati quando le frequenze assegnate sono note.

Come verificate che un canale sia davvero libero prima di chiederlo?

Non basta consultare i registri. Un canale può risultare disponibile sulla carta ed essere occupato in campo da un impianto vicino, magari acceso solo in certe ore del giorno. Per questo installiamo sul sito un TP-RFX, l’analizzatore di spettro da esterno sviluppato da Teleproject, e lo lasciamo in ascolto sulla banda H24 per il periodo concordato con il cliente. Al termine sappiamo per quante ore al giorno quel canale resta libero e in quali fasce compare traffico: la domanda parte così su una frequenza che abbiamo visto disponibile, non soltanto dichiarata tale.

Come si individua un’interferenza su una frequenza già assegnata?

Con lo stesso strumento, questa volta lasciato in servizio. Il TP-RFX resta installato sul sito e tiene sotto controllo in tempo reale le portanti presenti sulla banda: quando sul canale in esercizio compare un’emissione estranea, invia la notifica via email, SNMP e uscita relè, oppure via WhatsApp e Telegram tramite Track-TP. Un disturbo che si presenta a intermittenza, di notte o solo in certi giorni, con una misura di poche ore non si vede; registrato nel tempo si riconosce, e la registrazione è il documento con cui chiediamo all’ente competente la bonifica del canale.

Serve una nuova autorizzazione se passiamo dall’analogico al digitale?

Se i siti e la banda restano gli stessi non si riparte da zero. Il passaggio a DMR o a TETRA cambia però i dati dichiarati nell’istanza, dalla classe di emissione alla larghezza del canale alle caratteristiche degli apparati, quindi il titolo va aggiornato con una variazione. Se invece la rete cresce con nuovi siti o servono altre portanti, la richiesta riguarda anche l’assegnazione di nuovi canali. In entrambi i casi verifichiamo prima quali frequenze sono disponibili nella zona e aggiorniamo il piano delle frequenze dopo il rilascio.

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